Stefano Grasselli, catalogo “L’eterna metamorfosi – Le macchine celibi di Giuseppe Porfilio”, TLC editore, 2020

Insieme a raccogliere minerali

Conosco Giuseppe fin dalla giovane età, poiché abitavamo a due passi l’uno dall’altro in zona Canalina a Reggio Emilia. Siamo poi stati compagni di classe all’Istituto d’Arte Gaetano Chierici, dove abbiamo condiviso la passione per l’Arte e bei momenti di fraterna amicizia. Ci hanno sempre accumunato diverse passioni, ma una in particolare ha avuto un ruolo molto importante assai determinante ed ha riguardato l’affascinante mondo dei fossili e dei minerali. Giuseppe possedeva una bellissima e vasta collezione, grazie al padre appassionato ed esperto ricercatore. Non dimenticherò mai quando mi recavo da lui dove nella sua vasta soffitta potevo ammirare quelle belle pietre. Vedendo poi i miei occhi brillare ad una così stupenda e magica visione, con grande generosità non mancava mai di farmi dono di qualche bel pezzo che conservo ancora gelosamente e con affetto. Il fascino irresistibile che esercitavano su di noi quelle rocce ci ha spinto, più volte, muniti di mazzetta e scalpello in avventure di ricerca su in Appennino, in luoghi sperduti e nascosti.
Penso proprio che questo rapporto diretto e profondo con la natura sia stato determinante e grande fonte di ispirazione. Il suo interesse si è poi esteso al mondo degli insetti, in particolare ad esemplari di insolita bellezza provenienti da tutto il pianeta. Si tratta di insetti, scorpioni, bellissime farfalle ed altro di Kafkiana memoria.
Importanti a riguardo le sue collaborazioni con l’Artista Claudio Parmiggiani e con importanti sedi museali ed enti pubblici. Di recente è stato per me un grande piacere poter ammirare le sue fantastiche e raffinate creazioni artistiche che da tempo realizza dove esprime, a mio avviso, in modo del tutto personale e visionario strane ed inquietanti mutazioni.

Reggio Emilia – Ottobre 2019
Stefano Grasselli