Roberto Carboni, catalogo “L’eterna metamorfosi – Le macchine celibi di Giuseppe Porfilio”, TLC editore, 2020

 

 

 

Dalle profondità dell’inconscio

Esiste un’energia misteriosa che si propaga in noi quando entriamo in contatto con il nostro inconscio, qualcosa di profondo che può essere sconvolgente. Non siamo sempre pronti ad accettare i nostri reali bisogni e desideri (anzi, non lo siamo quasi mai). Per questo occorre una metafora, un simbolo, qualcosa che faccia da ponte e ci permetta di dialogare con i nostri aspetti più profondi: le pulsioni, il rimosso, tutto ciò che ustiona e abbaglia il nostro bisogno di normalità ortodossa. L’arte ha anche il compito di disincantare – portare il nostro sguardo qualche passo più avanti di dove arrivano i nostri occhi – proprio tramite il suo linguaggio apparentemente occulto ma che riusciamo a decifrare con l’istinto, quasi fosse, appunto, energia. E tutto questo deve scuoterci senza abbatterci e nutrirci senza sfamarci; insomma, deve mantenere la tensione, farci sorgere interrogativi. Deve porgere domande, non formulare risposte, perché queste fanno parte della storia di ognuno di noi. E, solo noi, singolarmente, possiamo rispondere.
Quindi, siano benvenute in questo mondo le creazioni dell’amico Giuseppe Porfilio, direttamente dalle profondità del suo inconscio (o di quello Collettivo) e ora in viaggio dentro di me.
Mi sto lasciando suggestionare, come spero accadrà anche a voi.
Siamo portatori sani d’angoscia, talvolta ci vediamo nel buio.
Con affetto,

Roberto Carboni
scrittore noir