Vittorio Parisi, prefazione al catalogo “L’eterna metamorfosi – Le macchine celibi di Giuseppe Porfilio”, TLC editore, 2020
Immaginare costellazioni di insetti
Nel passato nel salotto delle famiglie agiate erano esposte campane a protezione di creazioni di animali imbalsamati, come i Colibrì variopinti uccelli esotici. Nel Museo di Storia naturale di Parma, nella Sala degli Scheletri è esposta la Collezione Fourcault di queste campane contenenti animali mirabilmente imbalsamati e preparati con una tecnica segreta.
Giuseppe Porfilio con una ardita concezione ripropone questo antico modo di esporre, però le campane contengono le sue straordinarie creazioni di interpretazione del corpo degli Insetti e dei loro parenti del Gruppo.
Tutti questi animali fanno parte di un grande Gruppo zoologico, quello degli Artropodi, il cui corpo è costruito su uno schema molto semplice ma che è alla base di uno straordinario dispiegarsi di forme, milioni di specie.
Se si osserva un Centopiedi, si può notare che il corpo è formato da segmenti in successione dal capo all’estremità posteriore. Negli Insetti il corpo è suddiviso in 3 regioni, capo torace addome, ognuna formata da più segmenti.
Porfilio ne dà una interpretazione suggestiva dando corpo all’impressione che si ha, guardando un insetto, di una straordinaria macchina. Gli Insetti in particolare hanno dato origine a un grandioso processo di evoluzione con l’apparizione delle ali e di quel fenomeno straordinario costituito dalle metamorfosi: da un organismo vermiforme, come il bruco, si formerà una splendida creatura, come la farfalla, munita di ali.
Porfilio interpreta questi processi di adattamento all’ambiente scomponendo il corpo degli Artropodi in parti rappresentate da ingranaggi. La sua sensibilità artistica gli consente di raffigurare plasticamente il risultato della evoluzione degli Artropodi.
Gli Artropodi hanno ispirato talora gli Artisti: ricordo le poesie di Stefania Cavazzon proprio incentrate sugli Artropodi e quelle di Guido Gozzano ispirate dalle metamorfosi. Le creazioni di Porfilio ci introducono in maniera straordinariamente efficace nel mondo parallelo degli Insetti, i futuri dominatori del Pianeta, un mondo parallelo al nostro, col quale interagisce spesso in maniera drammatica, come il caso della Zanzara tigre dimostra.
Guardando le creazioni di Porfilio si immagina il corpo dell’Insetto così come quando, guardando una costellazione, si immagina il personaggio che in essa vedevano gli antichi e si percepisce il flusso energetico spirituale che permea il Cosmo che ci ospita, come immaginato da padre Pierre Teilhard de Chardin.
Vittorio Parisi
già Direttore del Museo di Storia naturale dell’Università di Parma
e Premio internazionale 2017 di Ecologia Umana